|

AMMISSIONE
4)
AMMISSIONE STUDENTI E DOCENTI, VALIDAZIONE DIDATTICA
4.a) Ammissione studenti: criteri e strumenti
Criteri Strumenti
Elemento quantitativo:
Il curriculum vitae
Il voto di scuola media superiore (p.es.50/60)
Elemento motivazionale:
Un questionario di screening
Le caratteristiche dello studente
Elemento cognitivo: Un colloquio individuale di
le caratteristiche dello
verifica studente in termini di apprendimento

4.b) Individuazione dei docenti: criteri
e strumenti
*
Elevato livello di competenza professionale sulla materia oggetto d'insegnamento:
conoscenze, aggiornamento. Strumento: curriculum vitae.
*
Elevato livello di esperienza, non solo didattico-universitaria. Strumento:
curriculum vitae
* Conoscenza e utilizzo di una metodica didattica e processi di apprendimento
innovativi. Strumento: curriculum vitae più colloquio
* Capacità di flessibilità e di adattamento in funzione di profili di
aula diversi. Strumento: colloquio
* Capacità di comunicazione ed animazione dei gruppi di discenti Strumento:
colloquio

4.c) Validazione della didattica: criteri
e strumenti
* Customer satisfaction:
- a caldo (a metà del semestre)
- a freddo (a fine semestre)
- a fine corso di laurea
- a inserimento avvenuto
Lo studente in questi quattro momenti di verifica confronta:
* le attese (ricevute al momento d'iscrizione);
* la realtà (verificata in corso d'opera) in termini di:
- materie svolte e respiro internazionale
- didattica utilizzata
- concretezza tematica
- possibili sbocchi sul mercato del lavoro
- conoscenza di sé stessi e motivazioni
L'azienda
valuta, invece, le sue aspettative di "profilo" atteso con il "profilo"
reale del neo-assunto, in tre momenti diversi:
- durante lo stage o il placement (career day);
- al momento dell'inserimento;
- alla fine di un biennio passato in azienda;
La
valutazione avviene in termini di:
- competenze;
- flessibilità;
-adattamento;
- comportamento organizzativo appreso.

CONTENUTI
5)
CONTENUTI DEGLI INSEGNAMENTI:
PRIMO BIENNIO PROPEDEUTICO ANNO 1°
INGLESE 1° (Professionale)
Il presente corso, nel perseguimento del fine dell'insegnamento delle
basi fondamentali della grammatica e della sintassi, mira fondamentalmente
all'insegnamento del linguaggio professionale di marketing. Ciò senza
dimenticare una parte dedicata alla conversazione su temi riguardanti
la vita di relazione e le esigenze quotidiane del marketer. Il corso
mira a dare una padronanza del lingua scritta e parlata: attraverso
esercitazioni di traduzione dall'italiano all'inglese e viceversa e
attraverso la conversazione in lingua inglese. L'insegnamento prevede
un intenso ricorso agli strumenti di laboratorio.
SECONDA
LINGUA 1° (Professionale)
La seconda lingua può essere scelta fra le seguenti: francese, tedesco,
spagnolo (giapponese, cinese, russo). Il programma ripete le linee fondamentali
già descritte circa la lingua inglese.
ECONOMIA D'IMPRESA
Le forme giuridiche dell'impresa: panorama nazionale e internazionale.
Gli organi decisori dell’impresa: la proprietà e il management e loro
rapporti.
I gruppi, le intese, le joint-venture.
Pianificazione, programmazione e controllo.
L'organizzazione aziendale: gerarchica, funzionale a matrice.
Le funzioni aziendali: ricerca e sviluppo, approvvigionamenti produzione,
amministrazione, finanza e controllo, marketing e vendite, logistica,
magazzini, personale.
Il fattore umano e lo stile di direzione.
Rapporti con le organizzazioni sindacali.
Patrimonio, costi fissi e costi variabili; i ricavi; il punto di pareggio;
il reddito.
Formazione e interpretazione dei bilanci.
Le imposte e le tasse.
L'economia delle imprese nel quadro delle politiche economiche nazionali.
COSTI
E PREZZI
I costi dei prodotti: costi fissi e costi variabili; diretti e indiretti;della
logistica, della distribuzione, della pubblicità, delle promozioni.
La formazione del costo nella catena del valore.
La gestione del costo.
La formazione del prezzo dei prodotti: a salire e a scendere.
Il prezzo del prodotto di marca e non di marca.
Il conto economico del prodotto.
La formazione del prezzo nel punto di vendita.
STATISTICA DESCRITTIVA
Le fonti dei dati di mercato.
Metodi di rilevazione e di misura dei fenomeni.
Le distribuzioni: normali e asimmetriche.
Indici si asimmetria e di curtosi.
Le tabelle a doppia entrata.
Le medie: aritmetica, geometrica, armonica.
La moda, la mediana, decili, quartili percentili.
La variabilità statistica: varianza, scarto quadratico medio.
La correlazione e la matrice di correlazione; indici di correlazione
e determinazione.
La regressione: l'interpolazione, l'estrapolazione.
I tests di significatività.
I metodi di campionamento.
SCENARI ED ANALISI DI MERCATO
Gli scenari globali e gli scenari del mercato nazionale.
L'evoluzione del sistema industriale e distributivo.
L'evoluzione degli stili di vita e della cultura.
Influenza della politica, dei movimenti sindacali e dei consumatori,
della politica economica.
La ricerca scientifica, la ricerca e sviluppo, i nuovi materiali, le
nuove tecnologie; la formazione manageriale, la istruzione universitaria
e professionale.
Le fonti dei dati sugli scenari.
La popolazione, le attività produttive (agricoltura, industria, commercio,
servizi, pubblica amministrazione).
Gli indici dell'attività industriale.
Il commercio con l'estero.
Il reddito delle famiglie, il reddito delle imprese, il reddito nazionale.
Gli indici dei prezzi, il valore della lira, i cambi.
Il clima d'opinione degli operatori e dei consumatori.
I movimenti migratori.
PORTAFOGLIO
PRODOTTI
L'analisi della concorrenza nazionale e internazionale.
Mercati transnazionali, nazionali, regionali e locali; mercati di massa
e mercati di nicchia.
Analisi delle opportunità e delle minacce.
Gestione della marca globale e della marca locale.
Il portafoglio prodotti: composizione, metodi di valutazione, tecniche
di gestione. Immissione di nuovi prodotti: innovazione, modifica, imitazione.
La funzione della ricerca e sviluppo: materiali, processi produttivi,
confezioni, imballaggi, fruizione.
Portafoglio prodotti e assortimenti per canali e per punti di vendita.
ANNO
2° INGLESE 2° (Professionale)
Il presente corso prosegue e sviluppa le linee guida del corso del primo
anno, limitandosi ai richiami delle basi fondamentali della grammatica
e della sintassi ed accentuando l'insegnamento del linguaggio professionale
di marketing.
Il corso mira a consolidare la padronanza del lingua scritta e parlata:
attraverso esercitazioni di traduzione dall'italiano all'inglese e viceversa,
la conversazione in lingua inglese, la traduzione e l'interpretazione
di documenti commerciali e delle campagne pubblicitarie.
L'insegnamento prevede un intenso ricorso agli strumenti audiovisivi
del laboratorio. Ciò senza dimenticare una parte dedicata alla trattazione
(orale e scritta) di temi riguardanti i problemi economici generali.
SECONDA
LINGUA 2° (Professionale)
La seconda lingua può essere scelta fra le seguenti: francese, tedesco,
spagnolo, giapponese, cinese. Il programma ripete le linee fondamentali
già descritte circa la lingua inglese.
TECNICA
DI COMUNICAZIONE
Il fattore umano nelle relazioni interne ed esterne: atteggiamenti e
comportamenti. Le differenze culturali e problemi della loro gestione.
La comunicazione scritta, verbale e comportamentale.
La comunicazione d'azienda: formale e informale; verso i livelli superiori,
i pari livello, i livelli inferiori; verso fornitori, intermediari,
clienti, pubblici poteri, sindacati, associazioni ed enti, privati.
Comunicazioni ufficiali, ufficiose, di routine, confidenziali.
Il lavoro di gruppo: collaborazione, competizione. accordo e conflittuale.
PUBBLICITÀ
E PROMOZIONI
La comunicazione a fini commerciali: la pubblicità, i prodotti, le confezioni,
gli imballaggi, le insegne, i mezzi di trasporto, la corrispondenza,
il telefono, la telematica.
Il co-marketing industria e distribuzione.
Il merchandising: sui canali tradizionali e sui canali della distribuzione
moderna.
La pubblicità sul punto di vendita.
Promozioni e incentivazioni; sponsorizzazioni.
Determinazione e individuazione dei target group.
I costi.
POLITICHE DISTRIBUTIVE
Il rapporto industria-distribuzione.
La funzione del prodotto per il punto di vendita e viceversa.
I canali distributivi: la distribuzione tradizionale e la distribuzione
moderna (superettes, supermercati, ipermercati, centri commerciali,
category killer).
Le reti di vendita aziendali: venditori, agenti, key account, category
manager; concessionari, grossisti, esportatori.
Il potenziale del canale distributivo, la segmentazione e il potenziale
della clientela. La gestione dei canali distributivi.
Il franchising.
Le vendite senza negozio: per corrispondenza, porta a porta, vending
machines, telemarketing, il negozio virtuale.
QUALITÀ
TOTALE E BENCHMARKING
Il flusso delle merci, dei servizi, delle comunicazioni e i rapporti
fra fornitore e cliente.
La definizione della qualità: normative, contratti, convenzioni, funzionalità,
prestazioni, efficacia, efficienza, durata, costi, prezzi.
Le
tecniche di benchmarking: la definizione dei partecipanti, la definizione
delle operazioni e delle fasi, la quantificazione delle prestazioni,
il confronto.
Il trasferimento delle tecniche, dei metodi, del know-how.
POLITICHE DI MARKETING NAZIONALE E INTERNAZIONALE
Le leve del marketing: prodotto, prezzo, pubblicità, distribuzione,
incentivazioni, promozioni, sponsorizzazioni.
Obiettivi di vendita: in quantità e valore, in quote di mercato.
Le politiche integrate di marketing: l'esperienza e i modelli razionali.
La qualità dei fattori del marketing mix: loro misura.
La misura dell'efficacia del marketing mix.
Le politiche di marketing e le politiche economiche nazionali.
La scelta dei mercati: paesi, regioni, distretti. Le barriere visibili
e invisibili del marketing: leggi, culture, tradizioni, lingua, clima,
ecc.

6) CONTENUTI DEGLI INSEGNAMENTI DEL CORSO DI
LAUREA:
MARKETING
MANAGEMENT ANNO 3°
ANALISI
DELLA CLIENTELA
La clientela potenziale e attuale: distribuzione secondo territorio,
potenzialità, prodotti, abitudini; secondo concorrenti, cluster e segmenti.
Analisi temporali: trend e stagionalità.
I flussi della clientela.
Evoluzione dei metodi di segmentazione.
Il customer "data base": costituzione, aggiornamento e utilizzo.
Gli strumenti di analisi della clientela: gli scanner, le carte di credito,
le fidelity card, analisi ABC.
Motivazioni e comportamenti d'acquisto.
Costi d'acquisizione, mantenimento e sostituzione.
Comportamenti d'acquisto e tecniche di vendita.
Il time customer value.
La profittabilità del cliente.
Il business to business.
Dal rapporto azienda-mercato al rapporto azienda-cliente.
POLITICHE
PUBBLICITARIE E PROMOZIONALI
Atteggiamenti del consumatore verso la pubblicità e verso le promozioni.
Le strategie di comunicazione.
Le tecniche di comunicazione e di promozione.
La determinazione del budget di comunicazione.
L'analisi e la gestione dei mezzi.
L'acquisto dei mezzi: costi e condizioni di negoziazione.
L'esecuzione della pubblicità. L'esecuzione delle promozioni.
Il punto di vendita come comunicazione.
I modelli di gestione della comunicazione e della promozione.
La valutazione dei risultati tecnici ed economici
GESTIONE DEL PRODOTTO
Le leve della gestione prodotti.
L'innovazione del prodotto.
La creazione e il lancio di nuovi prodotti.
La gestione del core business.
Il prezzo e il margine di contribuzione.
La gestione dell'assortimento nel punto di vendita.
Definizione e interpretazione dei risultati dei nuovi prodotti.
Gli strumenti di gestione.
Il conto economico del prodotto.
Il Category Management.
TECNICHE
DI VENDITA E D'ACQUISTO: LA CUSTOMER SATISFACTION
Il trade marketing.
Le leve della gestione della distribuzione moderna.
Il piano clienti e il piano fornitori.
L'azione di pull e l'azione di push.
I modelli organizzativi delle vendite.
I modelli organizzativi degli acquisti.
La valutazione dei risultati quali-quantitativi a livello di cliente
e fornitore.
Le informazioni richieste dalle funzioni d'acquisto e di vendita.
La customer satisfaction.
I customer teams.
Key points nel rapporto industria-distribuzione.
I livelli di servizio. Le tecniche di negoziazione.
Gli strumenti di vendita e d'acquisto.
LOGISTICA INTEGRATA
La logistica nell’approvvigionamento, nella produzione e nella distribuzione.
I costi della distribuzione fisica e il servizio al cliente.
La gestione dei magazzini, le esigenze spaziali e temporali.
Dimensioni ottimali delle scorte nelle aziende di produzione e di distribuzione.
I punti di riordino.
La gestione dell'ordine.
Modelli di organizzazione dei trasporti.
I centri di distribuzione e le piattaforme distributive.
Il coordinamento logistico fra industria e distribuzione.
ANALISI
COMPETITIVA E COMPORTAMENTI STRATEGICI
La definizione di settore e della sua struttura.
Settori frammentati e concentrati.
Stabilità dei settori: emergenti, maturi, in declino.
Settori globali e settori locali.
Individuazione dei concorrenti attuali e potenziali: loro origine e
potenzialità.
Gradi di concorrenzialità.
Concorrenza locale e concorrenza globale.
Punti di forza e di debolezza.
Azioni, politiche e strategie della concorrenza.
Definizione d'ambiente; i segnali di mercato, le turbolenze.
Le sorprese strategiche: prodotti, tecnologie, immissioni, cultura,
leadership, transizione.
Azioni, politiche e comportamenti strategici.
Le strategie di base: costi, differenziazione, segmentazione.
Le strategie in settori frammentati, globali, emergenti, maturi, in
declino.
L'entrata in nuove aree d'affari; l'integrazione verticale; gli incrementi
dimensionali. Le decisioni strategiche.
EVOLUZIONI ORGANIZZATIVE E COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI
I comportamenti nell'organizzazione: resistenza, passività, accettazione,
subordinazione, partecipazione, collaborazione, proposizione, innovazione.
L'abilità a rispondere, gregarismo e leadership.
Obiettivi aziendali e obiettivi personali; la professionalità, la remunerazione,
la gratificazione, la carriera.
Le motivazioni: sapere, saper fare, essere.
I gruppi: missione, obiettivi, cultura, azioni, coordinamento, contrattazione,
controllo, conflittualità.
La gestione e la partecipazione ai gruppi di lavoro stabili e occasionali.
La gestione delle culture, delle motivazioni, della conflittualità:
gratificazioni e frustrazioni.
I comportamenti secondo i diversi tipi organizzativi, secondo gli stili
di direzione, secondo la missione e gli obiettivi strategici; nelle
situazioni statiche, evolutive, di transizione; verso i livelli superiori,
inferiori, paritetici.
L'etica e la deontologia.
ANNO 4° PREVISIONI DI MERCATO
Metodi statistici:
interpolazione, estrapolazione, correlazione, smussamento esponenziale.
Metodi euristici:
la psicografia, gli stili di vita, le intenzioni d'acquisto.
Il panel degli esperti, il metodo Delphi.
Le motivazioni dei consumatori e degli operatori.
Il clima di opinione.
Fattori legislativi, demografici, economici, tecnologici, competitivi;
fattori nazionali e internazionali.
SOCIOLOGIA
Gli individui e la società.
La formazione dei gruppi.
Gruppi formali e informali; gerarchie formali e informali.
Leadership e gregarismo; gli opinion leaders, gli influenzatori, i consumer
pioneers. Comportamenti individuali e di gruppo: acquisti individuali
e di gruppo; decisori e fruitori.
Costanti, uniformità e tendenze negli atteggiamenti e nei comportamenti.
I rapporti fra i gruppi: competizione, opposizione, conflittualità,
neutralità, collaborazione, solidarietà.
GEOMARKETING
La suddivisione del territorio in microzone.
La distribuzione dei fenomeni demografici, economici, commerciali, pubblicitari
e sociali secondo microzone e secondo aggregati.
Le mappe informatizzate, le banche dati, i software di collegamento.
Le distribuzioni disponibili.
La localizzazione puntuale dei fenomeni sul territorio; calcolo delle
distanze.
La clusterizzazione delle sezioni territoriali.
Gli indicatori territoriali del reddito e delle potenzialità.
L'allocazione territoriale secondo potenzialità, secondo competitività,
secondo tendenze in atto.
Il calcolo dei baricentri, delle zone di attrazione; i centri di gravitazione
commerciale.
BUSINESS PLAN
La missione aziendale.
Gli obiettivi a breve, a medio e a lungo termine.
Le condizioni dell'ambiente esterno attuali e futuri.
I risultati delle precedenti gestioni e vincoli tecnici economici e
finanziari.
La disponibilità delle risorse.
Le strategie e le politiche aziendali e di gruppo.
Il processo di programmazione: formulazione dei piani dalla base ai
vertici; revisione e contrattazione; approvazione.
La programmazione secondo singoli items e aggregati di vario ordine;
secondo tempi, spaziali e segmenti della clientela.
I tempi di apprestamento del business plan. L'attuazione del business
plan e il suo controllo.
ANALISI
ECONOMICA E FINANZIARIA
Gli indici economici e finanziari.
La pianificazione economica e finanziaria a breve e lungo termine.
L'analisi delle situazioni patrimoniali e della compatibilità evolutiva.
Il profit plan e valutazione della dinamica dei flussi finanziari.
La struttura del budget di breve e lungo periodo.
Il controllo di gestione.
La struttura economica e finanziaria delle imprese.
Il bilancio delle imprese.
Gli strumenti della gestione finanziaria e scelta delle opportunità.
LAYOUT E ALLOCAZIONE SPAZI
La gestione del punto di vendita come prodotto.
Le tecniche di gestione del punto di vendita.
La segmentazione per canali dei punti di vendita.
La creazione del punto di vendita.
La definizione degli spazi per prodotti.
La gestione per categoria merceologica.
La redditività degli spazi e delle categorie.
I modelli di calcolo e di allocazione.
INNOVAZIONE E CREATIVITÀ
L'efficienza, l'efficacia, il passato, l'ispirazione, il metodo, l'esperienza,
propria e degli altri, le informazioni, la curiosità, gli stimoli, la
logica, il laboratorio, il lavoro di gruppo, le ricerche qualitative
e quantitative, le informazioni di campo.
I metodi della creatività, il benchmarking, la missione della azienda,
il cambiamento.

7) CONTENUTI DEGLI INSEGNAMENTI DEI CORSI DI
LAUREA:
METODOLOGIE DI RICERCA E POLITICHE PUBBLICITARIE ANNO 3°
LE
FONTI DEL SISTEMA INFORMATIVO
Le fonti interne: vendite secondo clienti, zone, prodotti, referenze;
i rapporti della rete di vendita.
Le fonti esterne pubbliche: le statistiche, gli studi e le ricerche,
conferenze, convegni, seminari.
Le fonti private: le marketing information, le ricerche quantitative
e qualitative, le banche dati, le informazioni commerciali.
IL METODO DEL CAMPIONE
Universi e campioni.
Metodi di campionamento: casuale semplice, stratificato, per aree, cluster;
sistematico, ragionato, per quote.
Campioni grandi, medi e piccoli.
L'errore standard della percentuale, della media, dello scarto quadratico.
L'errore standard della differenza fra percentuali, fra medie e fra
scarti quadratici. Differenze casuali e sistematiche fra distribuzioni
calcolo della dimensione del campione.
I SONDAGGI
Definizione dell'universo, dell'unità di campionamento, dell'unità eleggibile.
Sondaggi per interviste personali, telefoniche, postali; le osservazioni;
le rilevazioni informatizzate; le interviste di gruppo.
La scelta dei punti di campionamento.
Le ricerche industriali.
La scelta dei rilevatori: reclutamento, selezione, addestramento, controllo,
aggiornamento, remunerazione e carriera.
La formazione del questionario: identificazione del problema, le interviste
di prova; l'indagine pilota.
Sondaggi ad hoc, continuativi e tracking; syndicate survey.
Codificazione, data entry, out-put. Interpretazione dei risultati.
PSICOLOGIA COMMERCIALE E RICERCHE QUALITATIVE
Interviste di gruppo e focus group.
Metodi delle ricerche motivazionali: associazioni libere e controllate;
le interviste in profondità, le interviste indirette o proiettive; associazioni
di parole; completamento di frasi; immedesimazione e immaginazione;
test della lista della spesa; test dei fumetti; figure di percezione
tematica.
Le ricerche psicografiche e gli stili di vita.
Il metodo "Prospect". Il piano di campionamento, gli intervistatori,
il briefing, la collazione dei risultati, l'interpretazione, La relazione
conclusiva.
Preparazione della fase quantitativa.
LE RICERCHE PUBBLICITARIE
Le leggi del ricordo e dell'oblio.
L'allocazione ottimale nel tempo.
Copy test e viewing test.
Le misure del ricordo: spontaneo, aiutato, attinente, riconoscimento.
La qualità pubblicitaria e la sua misura.
Le relazioni fra le misure del ricordo e della qualità pubblicitaria.
L'immagine del prodotto, della marca, dell'azienda, la country image.
Lo spot check.
La scelta dei nomi del prodotto e della marca.
La misura degli audience; la pianificazione dei mezzi.
IDEAZIONE
E TEST DEI PRODOTTI E DEL PACKAGE
L'accertamento dei bisogni attuali, potenziali, latenti.
Le esigenze e le preferenze dei consumatori.
Metodi di ricerca dei nuovi prodotti: creazione, misura della innovazione
e della sua importanza.
La qualità oggettiva e soggettiva dei prodotti; sua misurazione.
La costumer satisfaction.
I product test: sapore, colore, odore, tatto.
Test di laboratorio e di campo.
Le analisi sensoriali: giuria degli esperti giuria dei consumatori.
I packaging test: materiali, dimensioni, colori, testi, figure.
Test monadici, confronti binari e multipli.
Test blind e non. I test ripetuti.
Strumenti di laboratorio sulla percezione e sul gradimento.
SOCIOLOGIA
Gli individui e la società.
La formazione dei gruppi.
Gruppi formali e informali; gerarchie formali e informali.
Leadership e gregarismo; gli opinion leaders, gli influenzatori, i consumer
pioneers. Comportamenti individuali e di gruppo: acquisti individuali
e di gruppo; decisori e fruitori.
Costanti, uniformità e tendenze negli atteggiamenti e nei comportamenti.
I rapporti fra i gruppi: competizione, opposizione, conflittualità,
neutralità, collaborazione, solidarietà.

8) CONTENUTI DEGLI INSEGNAMENTI DEL CORSO DI LAUREA:
METODOLOGIE
DI RICERCA ANNO 4°
STATISTICA MULTIVARIATA
Le matrici multidimensionali e di correlazione.
L'analisi delle componenti principali, autovalori e autovettori; numero
delle componenti utilizzabili.
L'analisi dei fattori: la rotazione degli assi; distanze e indici di
similarità.
La cluster analysis: metodi di formazione dei gruppi; criteri classificatori
dei gruppi. Scaling multidimensionale.
L'analisi dei dati qualitativi.
STATISTICA
ECONOMICA
I numeri indici dei prezzi, delle quantità e dei valori.
La misura dell'inflazione; il deflazionamento. L'analisi delle serie
storiche economiche: trend, ciclo, stagionalità.
Metodi di destagionalizzazione. Le diagnosi congiunturali.
Le fluttuazione economiche.
La contabilità nazionale: i redditi delle famiglie, delle imprese, delle
amministrazioni pubbliche.
La bilancia commerciale e dei pagamenti.
La tavola delle interdipendenze strutturali.
DEMOGRAFIA
Fonti dei dati.
La struttura della popolazione: età, territorio, attività.
Nuzialità, natalità, mortalità, mobilità, migrazioni.
Le previsioni demografiche; andamento secondo classi di età, secondo
territori, secondo attività.
Processi di formazione delle popolazioni.
Le variazioni territoriali e la comparazione dei dati nazionali e internazionali.
DIAGNOSTICA
DI MARKETING
La rilevazione degli elementi diagnostici: fattori interni; fattori
ambientali; fattori connessi alla concorrenza diretta e indiretta, nazionale
e internazionale; i nuovi materiali, i processi produttivi; legislazione
e regolamenti nazionali, internazionali; i movimenti politici e sindacali;
i consumatori, la distribuzione, gli intermediari, i produttori, i poteri
pubblici, la moda, gli opinion leader; il personale diretto e indiretto;
la demografia, il reddito, le migrazioni.
Prodotti, package, prezzi, canali alternativi, comunicazione, promozioni,
incentivazioni.
Segnali deboli e segnali forti; tendenze in atto e tendenze potenziali;
opportunità e minacce.
Metodi quantitativi e qualitativi.
METODI
PREVISIVI
La previsione di singoli fenomeni, di gruppi di fenomeni e degli scenari.
Metodi statistici: estrapolazioni, correlazioni, connessioni; interdipendenze
strutturali.
Metodi euristici: stili di vita, metodi analogici; psicologia e sociologia.
Il metodo Bases: nuovi prodotti, extension line, marche e linee.
Il metodo Delphi: la scelta del panel degli esperti; il questionario;
la rilevazione; l'iterazione; l'elaborazione.
Previsioni scorrevoli e verifiche periodiche.
Decisioni e implementazione.
MODELLI
DI SIMULAZIONE
I modelli; i dati di base; le ipotesi.
Modelli di simulazione delle politiche di marketing: aziendali e settoriali.
Modelli di simulazione delle politiche economiche.
I flussi dei consumatori: il modello di Goodman.
RICERCA
OPERATIVA
Eventi determinati dal caso ed eventi determinati da processi decisori.
Decisioni secondo modelli matematici.
La programmazione lineare a due o più variabili.
Il metodo del simplesso.
Metodi di programmazione della produzione: di massa e per commessa;
la gestione dell'evento eccezionale.
La gestione delle scorte: le giacenze, la rotazione, l'analisi A.B.C.

9)
CONTENUTI DEGLI INSEGNAMENTI DEL CORSO DI LAUREA:
POLITICHE
PUBBLICITARIE ANNO 4°
LE POLITICHE DI COMUNICAZIONE
Il sistema della comunicazione aziendale.
Le politiche di comunicazione verso i collaboratori, gli intermediari,
i fornitori, la clientela finale.
Le politiche di comunicazione delle aziende: grandi, medie e piccole;
di beni di consumo, di beni industriali, di servizi, della distribuzione.
Le politiche di comunicazione degli enti pubblici, delle organizzazioni
non profit.
La comunicazione di utilità sociale.
La pubblicità associata e collettiva.
Il coordinamento internazionale.
Canali, mezzi e strumenti della comunicazione: analisi e prospettive
offerte dalla tecnologia.
Progettazione ed esecuzione delle campagne di comunicazione.
IL
BUDGET PUBBLICITARIO E LA SUA GESTIONE
La determinazione del budget pubblicitario: metodi per obiettivi e metodi
per tentativi.
La definizione del target group.
I periodi delle campagne e loro coordinamento con le politiche di vendita,
di promozione e di sponsorizzazione, di prezzi e di distribuzione.
I toni e il posizionamento.
La scelta dei temi e delle argomentazioni. Le autorizzazioni.
Le politiche pubblicitarie pluriennali.
Il coordinamento internazionale.
La misura dell'efficacia della pubblicità: efficacia tecnica, efficacia
economica.
LA
PIANIFICAZIONE PUBBLICITARIA
La scelta dei mezzi; la loro pianificazione nel tempo, nello spazio
e secondo segmenti di mercato.
I rapporti con le agenzie pubblicitarie, con i centri media, con le
concessionarie di pubblicità.
La contrattazione.
Pubblicità nei mass media e pubblicità personalizzate e dirette.
La pianificazione internazionale.
L'utilizzo dei nuovi mezzi informatici.
METODI
E TECNICHE CREATIVE
Il linguaggio verbale, scritto, iconico, musicale.
La scelta dei nomi dei prodotti e della marca.
Analisi dei contenuti e delle reazioni. La redazione dei testi, dei
messaggi; la creazione delle campagne.
I rapporti con la lingua, le arti, la cultura, gli stili di vita, le
campagne della concorrenza.
La creazione dell'immagine di prodotto, marca, azienda.
Il posizionamento nel tempo. I testimonials.
PROMOZIONI
E SPONSORIZZAZIONI
Forme di promozioni e incentivazioni: loro efficacia nel tempo, nello
spazio, nei segmenti di mercato.
Obiettivi a breve, medio e lungo termine.
Loro rapporto con le politiche di vendita, di prezzo, di distribuzione,
di comunicazione, d'immagine e di posizionamento.
Loro rapporto con la concorrenza e con gli stili di vita.
Costi e valore per il target.
La misura degli effetti tecnici ed economici: nel tempo, nello spazio,
nei segmenti di mercato.
Le sponsorizzazioni di utilità sociale, culturali e sportive.
La scelta dell'attività da sponsorizzare: gli obiettivi a breve, medio
e lungo termine; l'immagine e il posizionamento.
Sponsorizzazione degli eventi, delle manifestazioni, degli enti, dei
team, dei protagonisti.
I rapporti con lo sponsorizzato.
La misura degli effetti tecnici ed economici: nel tempo, nello spazio,
nei segmenti di mercato.
LA PUBBLICITÀ INTERNAZIONALE
Progettazione ed esecuzione delle campagne internazionali: il coordinamento
nel tempo, nello spazio e nei segmenti di mercato.
Problemi dei nomi della marca, del prodotto, dell'azienda.
La lingua, la cultura, gli stili di vita, abitudini e tendenze, i testimonials,
le legislazioni, i canali e i mezzi, le agenzie pubblicitarie, i centri
media, le concessionarie.
I costi delle campagne riprodotte, adattate, modificate, innovate.
DISCIPLINA E AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA
Le normative nazionali e internazionali concernenti prodotti, mezzi,
canali, orari, segmenti di mercato.
I controlli delle autorità.
L'autodisciplina pubblicitaria secondo mercati: vincoli attuali e tendenze.
Gli organi associativi.
Le campagne di utilità sociale.

10)
LE ATTIVITÀ DEL LABORATORIO E GLI STAGES
Le attività del Laboratorio sono finalizzate: all'apertura e alla maturazione
mentale dello studente; a completare ed elevare il livello delle sue
prestazioni tecniche; a realizzare la pienezza della sua formazione
umana e professionale. Gli studenti saranno ripartiti in gruppi di circa
quaranta unità ciascuno. Ciascun gruppo viene posto sotto la guida di
un "Tutor", mentre le singole attività sono svolte da docenti o da esperti.
Al "Tutor" é affidata la gestione dell'attività riguardante la "Professionalità".
Al "Tutor" é anche affidata la programmazione e l'organizzazione degli
stages, in modo da risultare coerenti e integrati con gli insegnamenti
delle diverse discipline e con le attività svolte nell'ambito del Laboratorio.
I docenti esprimono - intorno alle attività del Laboratorio - un giudizio
di idoneità sui singoli studenti, facendo riferimento all'esito delle
prove previste. Il "Tutor" é chiamato ad esprimere un giudizio sulla
"maturità professionale" degli studenti, tenendo conto anche dei giudizi
espressi dalla collegialità dei docenti delle singole attività. Le attività
di Laboratorio, previste nei pomeriggi dei giorni di lezione e da svolgersi
in forme di tipo seminariale e trattazione di "casi", sono finalizzate
al perseguimento degli obiettivi seguenti:
a) esercitazione ed addestramento nell'area dell'informatica e nell'area
delle lingue;
b) addestramento al lavoro di gruppo, all'assunzione di decisioni (metodo
dei casi consonanti con gli argomenti trattati negli insegnamenti dei
diversi corsi);
c)
alla trattazione ed esercitazione (metodo dei casi) nelle aree ausiliarie
di supporto professionale e culturale: contratti e fisco, logica, etica,
letteratura, arte;
d) addestramento alla formulazione e alla redazione di progetti (problem
solving) nonché alle attività creative;
e) formazione della personalità professionale, nel senso dell'utilizzo
del sapere e del saper fare in funzione dell'essere un marketing manager.
Nel primo biennio dovranno avere prevalenza le attività tratteggiate
nei punti sub a) e sub b).
Nel secondo biennio dovranno avere prevalenza le attività accennate
nei punti sub c), sub d) e sub e).
INFORMATICA: primo anno Le sessioni saranno rivolte all'apprendimento
dell'uso degli strumenti standard (Windows, Excel, Sw grafico, ecc.)
e alla familiarizzazione con la comunicazione via computer, con particolare
riferimento a Internet. L'addestramento deve coniugarsi con lo svolgimento
di esercitazioni previste dagli insegnamenti dei diversi corsi. Durante
il biennio gli studenti saranno in grado di produrre report e presentazioni
grafiche, sapranno usare la posta elettronica e potranno svolgere ricerche
navigando su Internet.
INFORMATICA: secondo anno In questo biennio le attività svolte in Laboratorio,
fruendo della preparazione acquisita nel biennio precedente, riguarderà
lo svolgimento dei lavori di studio e di ricerca previsti dai diversi
insegnamenti.
LINGUE STRANIERE: primo anno L'utilizzo degli strumenti di autoapprendimento
multimediali interattivi, deve porre in grado gli studenti di produrre
report, presentazioni e comunicazioni di marketing in ambedue le lingue
straniere.
LINGUE STRANIERE: secondo anno In questo biennio le attività svolte
in Laboratorio, fruendo della preparazione acquisita nel biennio precedente,
riguarderà lo svolgimento - nelle due lingue - dei lavori di studio
e di ricerca previsti dai diversi insegnamenti.
LAVORO DI GRUPPO E ASSUNZIONI DI DECISIONI
Le singole discipline, prevedendo normalmente la trattazione di casi,
vedono nel Laboratorio la sede naturale della soluzione dei vari problemi
esaminati. Detta soluzione deve essere ricercata prevalentemente nei
lavori di gruppo; lavori che devono concludersi con l'assunzione di
precise decisioni. Le decisioni dovranno essere esposte in appositi
rapporti redatti secondo i principi aziendali della chiara sintesi.
Il lavoro di gruppo e la formulazione delle decisioni costituisce una
costante normale dei quattro anni di corso.
CONTRATTI
E FISCO
Allo studente é richiesta una conoscenza, anche se non approfondita,
degli istituti del contratto e dei principi giuridici. Si tratta di
nozioni fondamentali che devono trovare nella discussione dei casi e
in alcune esercitazioni di verifica circa l'avvenuta preparazione. Analogamente
dicasi per quanto riguarda i problemi fiscali di maggior ricorrenza.
LA CREATIVITÀ
La creatività deve essere un esercizio effettuato in continuità, poiché
la creatività è lo strumento tipico del marketer. L'esercizio della
creatività deve essere svolto su una gamma di problemi posti da specialisti
delle diverse branche (prodotti, prezzi, pubblicità, distribuzione,
politiche di marketing nazionale e internazionale, organizzazione, ecc.).
I problemi sono posti anche mediante la trattazione dei casi.
L'ETICA
Si tratta di un esercizio analogo a quello trattato a proposto della
creatività. Detto esercizio deve considerare i problemi dell'attività
personale e professionale; deve considerare i rapporti interpersonali
(collaboratori, superiori, colleghi), i rapporti interaziendali (fornitori,
consumatori, distribuzione, concorrenti), i rapporti con la società
(pubblici poteri, associazioni, enti pubblici e privati). L'esercizio
dovrebbe svolgersi mediante la trattazione di casi specifici proposti
da specialisti.
LA
LOGICA
La finalità dei seminari e dei lavori di gruppo é quella di abituare
lo studente a inquadrare razionalmente i problemi, ad individuare cause
ed effetti, i loro nessi, le loro implicazioni e le loro conseguenze.
L'esercizio deve prevedere l'impiego degli strumenti classici della
logica.
LETTERATURA,
ARTE
Il marketer non deve essere estraneo alla cultura umanistica che, invece,
deve essere concepita come il piano su cui deve svolgersi l'attività
professionale e che costituisce il fine ultimo delle attività professionali
e umane in genere. La cultura umanistica esercita inoltre influssi benefici
diretti sulle attività di comunicazione. La cultura umanistica deve
essere presentata e vissuta non come l'accettazione supina d'un mero
bagaglio di conoscenze, ma come un valore acquisito e interpretato criticamente.
LA PROFESSIONALITÀ
La professione del marketer deve essere concepita e praticata non come
l'effetto prodotto meccanicamente "dal sapere e dal saper fare" acquisiti
dai diversi insegnamenti. La professione del marketer deve essere concepita
e praticata come manifestazione "dell'essere", realizzato dal sapiente
impiego degli strumenti professionali, secondo livelli elevati di stili,
di deontologia e dignità personale. I metodi attivi (role playing, incident,
ecc.) dovranno essere impiegati per formare la professionalità del marketer.
GLI
STAGES
Gli stages perseguono la finalità di dare agli studenti un vasto e approfondito
senso del reale: sia per quanto riguarda la conoscenza delle attività
studiate in aula, sia per quanto riguarda la pratica della partecipazione
nell'organizzazione aziendale, sia per quanto riguarda lo svolgimento
di effettivi compiti lavorativi, sia per quanto riguarda l'acquisizione
di stimoli e di elementi utili per lo svolgimento di studi, ricerche
e tesi. In altre parole gli stages costituiscono un periodo di preparazione
all'inserimento nella vita delle aziende. In ogni anno accademico é
prevista la partecipazione di tutti gli studenti a un periodo di stages
della durata complessiva di circa due mesi. Gli stages dovranno essere
effettuati nelle aziende industriali, nelle catene distributive, nelle
aziende di servizi (pubblicità, ricerche, consulenza), sia in Italia
sia all'estero. Si auspica che nel periodo dedicato agli stages (complessivamente
otto mesi nei quattro anni di corso), lo studente possa acquisire esperienze
in otto diverse aziende (operanti in diverse aree: produzione, distribuzione,
servizi) e, nel contempo, operando in reparti diversi e con compiti
diversi. Al termine degli stages annuali ogni studente dovrà riferire
al Tutor, e alla presenza degli altri studenti, dell'esperienza realizzata.
La discussione nel gruppo, guidata dal Tutor, persegue anche lo scopo
di mutuare le esperienze e di trarre opportuni insegnamenti. Il Tutor
avrà il compito di valutare il progresso e la maturazione dello studente,
anche in vista del giudizio finale complessivo.

VERIFICHE
11)
VERIFICHE ED ESAMI, TESI DI LAUREA
Per tutte le discipline comprese nei corsi di laurea sono previste verifiche
mensili sulla base di prove di profitto (esercitazioni o interrogazioni),
nonché un esame finale. Per conseguenza ogni disciplina sarà caratterizzata,
nell'ambito di ogni semestre (avente una durata effettiva di tre mesi)
da due verifiche e da un prova d'esame finale. Agli esiti delle prove
suddette si dovranno aggiungere, per ogni studente, gli esiti delle
attività di Laboratorio. Le tesi devono riguardare problemi strettamente
attinenti alle problematiche professionali del marketer, in particolar
modo quelle ricorrenti nella specializzazione scelta. Ovviamente, gli
argomenti possono riguardare aspetti dottrinali e storici; ricerche
scientifiche e applicative; politiche e strategie, organizzazione, innovazione,
comunicazione, comportamenti organizzativi, ecc. Comunque, si ribadisce,
devono sempre riguardare argomenti attinenti strettamente alla professione
del marketer.

|